Archivi categoria: Riflessioni

In arrivo il dizionario più sconcio che ci sia

Cari amici,

vi comunico felicemente che da domani prenderà avvio il nuovo progetto #ildizionarioerotico!

Un viaggio alla scoperta delle etimologie più piccanti, che, con una parola zozza a settimana, andrà a formare il dizionario più impudico che c’è!

Cosa si nasconde dietro la parola “fica”? Da dove deriva l’espressione “cunnilingus”? Per gli amanti della lingua e di tutti i suoi usi, seguite #ildizionarioerotico sul mio canale instagram: https://www.instagram.com/luccioladellaribalta/?hl=it

[per chi volesse scoprire la storia e l’etimologia di qualche parola sconcia, scrivetemi in pvt e dedicherò la parola della settimana alla vostra proposta!]

 

#ildizionarioerotico

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Fish&Chips 2018. Un weekend all’insegna del sesso!

La mia prima volta al Fish&Chips  fu nel 2017, alla seconda edizione,  grazie a qualche voce amica che me l’aveva suggerito. Quest’anno ho avuto il piacere di tornare e partecipare alla quarta edizione del Festival, conclusa qualche giorno fa, ritrovando una manifestazione cresciuta, più varia ma animata sempre  dalle stesse buone energie.

Il Fish&Chips è il festival internazionale di cinema erotico, con sede a Torino. Uno dei pochi presenti in Italia, insieme al’Hacker Porn Film Festival di Roma. Una manifestazione dai mille colori e attività: cortometraggi, lungometraggi, incontri, mostre, workshop e feste! Protagonista indiscussa è la sessualità, indagata in ogni suo anfratto. «Il sesso come scoperta, il sesso come necessità, il sesso come sovraesposto ma allo stesso tempo poco raccontato e spiegato

Ed è proprio questo il bello del Fish&Chips, che riesce ancora a dire  qualcosa di nuovo sul sesso, argomento ormai chiacchierato ovunque. Una quattro giorni di pura e massima libertà. E’ libertà di espressione e di sperimentazione, quella che ho visto al cinema Massimo tra una proiezione e l’altra e quella che ho respirato per le vie di Torino, negli spostamenti tra il BlahBlah e lo Spacenomore.

Purtroppo mi sono persa il vincitore di quest’anno, il film Sex Tape, del regista francese Antoine Desrosières, una commedia anticonvenzionale sullo slut shaming, la pratica di far sentire in colpa e vergognare una donna che si è abbandonata ad atti sessuali non tradizionali. Presentato a Cannes 2018, Sex Tape ha vinto quest’anno il premio miglior lungometraggio.

Ho avuto invece il piacere e la fortuna di vedere The Artist and the Pervert, vincitore del premio alla distribuzione CIELO- THE BODY OF SEX. Il documentario, girato da Beatrice Behn e Renè Gebhardt, racconta una storia d’amore bizzarra e colma di tenerezza, tra il noto compositore tedesco George Haas e l’attivista e kinky educator afroamericana Mollena. I due – che all’apparenza sono agli antipodi: lui biondo, slavato, silenzioso, sfuggente; lei scura,rumorosa, ingombrante – sono legati da un rapporto sadomaso, dove lui è il dominatore e lei la slave. Un rapporto di amore, di dedizione completa verso l’altro, che supera i limiti del tabù sessuale e razziale.

Dei cortometraggi in concorso, tra i quali ha vinto AFTER THE CONVERSATION di Renan Brandao, ho visto la proiezione CORTI XXX di sabato pomeriggio. Si passa da scene di crusing in un cimitero di Londra in Tribute, da quelle di voyeurismo in un luogo di battuage in Lemon Taste, a scene più intime e casalinghe, come quella di The End o di Triple P: Political Pussy Pounding. Degno di nota ho trovato il corto Scotch Egg di Bruce LaBruce, che ci mostra una donna etero con un desiderio un po’ particolare: fare sesso con un uomo gay. E quale luogo migliore se non un leather bar? Tra cuoio, fruste, fist fucking, la protagonista trova la sua dose di piacere.

Tantissime le iniziative interessanti a cui mi sarebbe piaciuto partecipare, partendo dal “Workshop sull’eiaculazione per fiche”, laboratorio ideato da Pornoterrorista, Diana J. Torres e dedicato alla ancora misteriosa pratica dello squirting; all’incontro sull’evoluzione del porno, per indagare l’evoluzione e i cambiamenti negli anni del genere pornografico.

Insomma, un weekend tutto all’insegna dell’eros, del sesso e della libertà!

 

 

Il regime della gretta ignoranza

Scrivo queste parole, allibita, arrabbiata e profondamente triste.

Il 13 dicembre avevo allegramente segnato nella mia agenda l’appuntamento in Santeria Social Club di  Milano con la mostra “Porno per Bambini”, il progetto di un giovane artista brasiliano.

Incuriosita dall’insolito titolo, cercai di andare a fondo e ho trovato la pagina Instagram dell’artista (https://www.instagram.com/cecinestpasuneppborno/). Vignette ironiche, strampalate, dolci e simpatiche, sono apparse sul mio schermo. Quelle immagini mi hanno investita con una ventata di freschezza e leggerezza: l’amore e il sesso rappresentati nel loro aspetto più ludico, irriverente e comico. “Che progetto originale!”, ho subito pensato, tutta pimpante, pregustando già la serata della mostra.

Ieri sera Facebook mi avvisa che la mostra è stata annullata.
Oggi leggo che è uscito un articolo su Il Giornale che condanna l’evento.
Oggi scopro che innumerevoli persone, tra cui giornalisti e politici, hanno riversato fiumi di critiche e condanne contro il progetto:

“Pedopornografia!

Sdoganamento della Pedofilia!

Silenzio della società civile!

Esposizione di immagini volgari a sfondo sessuale in uno spazio pubblico!

Sesso libero tra adulti e bambini!

Degrado Mondialista!”

Queste incriminazioni, cieche e ignoranti, mi fanno doppiamente male. Nessuna di queste persone è andata oltre al titolo. Tutti hanno sentenziato, sputato, mandato minacce di morte, senza valicare il confine della superficie. Decretandosi come i perfetti rappresentanti della vuotezza odierna, incapaci di sostanza, di contenuto.  Di verità.

 

 

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Al di là del Caos. Pensieri sotto l’effetto Crash

Avete mai fatto un incidente stradale?
A me capitò all’età di quindici anni, un pomeriggio sul far dell’estate,  mentre cavalcavo il mio motorino, spavalda e su di giri per i tre mesi caldi e avventurosi che mi aspettavano.  All’improvviso comparse una macchina, che si piazzò lì davanti a me dove non doveva stare; lo scontro è stato inevitabile, un impatto forte e violento, la forza di un battito di ciglia che ha distrutto il motorino e ha fatto volare me dalla parte opposta della strada. Il motorino ferraglia accartocciata, io illesa con una micro frattura al pollice del piede destro.

Di quello scontro mi è rimasta impressa la violenza percepita con tutti i sensi meno che con la vista: sentii dentro al mio corpo la perdita di controllo, scorse nelle mie vene la velocità esorbitante. In un frangente di pochi secondi smisi di essere un corpo che cammina sulla terraferma, padrone di  sé e di ciò che lo circonda. Furono attimi in cui le membra si sovrapposero smodatamente e dolorosamente, lanciate in aria come una meteora incandescente. Diventai altro, smisi di comprendere, proiettata come un missile al di là del tempo, dello spazio, del limite tra cielo e terra. Tornai a essere solo e puro Caos. E in più sopravvissuta.

Non ripenso spesso a quell’incidente, ma la visione di Crash di Cronenberg l’ha richiamato alla memoria, riportando a galla anche zolle prima sommerse. E’ così irreale l’orizzonte sessual-meccanico proposto da Cronenberg? Crash mostra e fa vivere, e ri-vivere, quel Caos. Protagonisti sono corpi che sono stati fatti a pezzi dalla forza caotica, sono stati mutilati, handicappati, depotenziati ma sono sopravvissuti, e finché c’è una sopravvivenza ogni depotenziamento equivale a un potenziamento. Ogni scontro e mutilazione sprigiona pura energia sessuale, fonte di vita cui continuare ad abbeverarsi.
Ancora oggi mentre corro sulla strada – in macchina, in motorino, in bici –  mi trovo a pensare: “E se adesso non frenassi? Se adesso mi sfracellassi contro il camion davanti a me?”. È come con le vertigini, sono pensieri che ti solleticano il cervello e il sesso.

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Instaporn: a che cosa serve il porno nel 2018 se abbiamo Instagram?

Gironzolando e saltellando svogliatamente da un profilo all’altro di Ig, ho scoperto un secondo volto, neanche troppo celato, del social network: innumerevoli profili di ragazze giovanissime, alcune dichiaratamente minorenni, incentrati esclusivamente sull’esposizione del corpo, o meglio di alcune parti del  corpo. Tre per essere precisi: tette culo e faccino, quest’ultimo sempre sorridente-innocente-ammiccante oppure serio-intenso-provocatorio.

Sono tutte ragazze rigorosamente molto belle, giovani, dalla pelle morbida e elastica che viene voglia di accarezzare anche dallo schermo, dalle fattezze perfette e proporzionate. Un seno prosperoso ma sodo, un culo tondo, pronunciato ma mai troppo grosso.

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Astrologie notturne

Strambo, ma solo oggi, in un istante, mi è stato di colpo chiaro del perché amo il sesso.
È l’unico luogo all’interno di una relazione in cui riesco a essere totalmente libera, in cui scompaiono le parole dette e quelle non dette, i toni, i gesti, gli sguardi sbagliati. Diventa l’espressione più totalizzante, più sincera e più pulita.
È lasciare parlare il corpo e la mente senza interfacce, senza filtri. E soprattutto senza paura.
Armonia, anche se è violento, scordinato, urlato.

Da giorni mi torturo con il bisogno di possesso in cui spesso, sempre, si frantuma il mio desiderio di relazione, di contatto. Mi dicono che è un prodotto della logica capitalista: il dominio, la proprietà privata, il possesso di cose, e poi di riflesso anche di persone. Come faccio a sfuggirci? Ditemelo voi, io non trovo soluzione in me.

Vorrei combattere, liberarmi da molti ostacoli. Il possesso, la paura e le difficoltà di comunicazione.
Vorrei che fosse facile relazionarsi come è facile fare sesso.

Buonanotte

Troie senza cervello

Concedetemi un inizio, aggressivo, in medias res. (Dal mio cervello spaccato in due non escono i convenevoli).

Spiegatemi perché il porno svaluta la donna. Perché così diviene un mero strumento in funzione dell’uomo, voi mi direte. Bene, ma il porno è nato per l’uomo e la donna ne è diventata fruitrice di massa in un secondo tempo. E ora i video per donne ci sono, eccome, anche solo porn hub, che annovera tra le sue fantasiose categorie anche quella “per la donna”. E mi sa che è proprio grazie a porn hub e la sua categoria che ho iniziato a guardare i porno.
Ma non è di questo che voglio parlare. Torniamo al nucleo: la donna (nel porno classico) è strumento del piacere dell’uomo. Ne consegue un’ideale di donna oggettivata, de-personalizzata, schiavizzata. E così sia.
Ma, ma l’uomo? Mi dite perché mai non è l’uomo ad indignarsi? Chi è, o meglio cos’è un uomo nel porno? Un cazzo, duro; un cazzo. Il più delle volte si vede a mala pena il volto, l’identità è totalmente scavalcata, messa da parte: è un cazzo decapitato. Sbaglio o non è forse questa la massima oggettivazione?
Quando guardo un porno vedo una donna bella, truccata, il centro di questi 20 minuti di fuoco; tutto è incentrato su di lei, sul suo sguardo, sulla sua faccia, sui suoi versi, sul suo sedere, sulla sua vagina. Lei è la star, l’uomo è il cazzo, duro e decapitato.
Non voglio ora entrare in merito degli stereotipi sbagliati che ci propina la pornografia (ne sono conscia, non mi piacciono e li combatto), ora il discorso è un altro.
Quello che ancora più mi chiedo, assunto il fatto che la donna possa essere sessualizzata e perciò strumentalizzata, io, donna, mi chiedo: qual è il problema? Continua a leggere Troie senza cervello

Social-porn

Stereotipi parlanti, ammiccanti, indefinibili a parole.
Mi raccomando, rari, ricercati e soprattutto popolari, ma non troppo.
Volgari, pacchiani, meglio ancora se kitsch ma mai di cattivo gusto.
Stereotipi che ti guardano dal quadratino della foto profilo alla tua sinistra e ti dicono sono diverso, sono qualcosa che non si sa bene cosa, ma io lo so fare, io lo sono.
Seguono: commenti ironici di amici degli amici, botta-risposta sempre semi-seri, mai troppo sfacciatamente scherzosi, mai troppo seriamente seri. Li capisci, segui il filo? Allora lo sai fare, lo sei anche tu.
Stereotipi parlanti ma indecifrabili. Concettuali, dicono. Pieno di concetti o pieno di niente? Ma il niente forse è il più grande concetto tra tutti.
Stereotipi, quindi, stra colmi di niente che ti fanno postare, ti fanno fotografare, ti fanno vestire, ti fanno parlare, ti fanno ascoltare e ti fanno stare al mondo.
Social-media: una grande elucubrazione di masturbazioni mentali del nostro ego pornografico.

6 BUONI MOTIVI PER CUI SEI ANCORA SINGLE (PER LUI)

6 LO STALKER
Sei il tipo che si impunta su un determinato tipo di ragazze e da lì non si muove. Vuoi assolutamente quella tipa la, ci provi da tempo (settimane, mesi.. anni) ma lei non ne vuole assolutamente sapere di te.
L A S C I A L A P E R D E R E che non ti merita! Vai in giro a cercarne un’altra, il mondo è strapieno di donzelle: belle, brave, simpatiche, intelligenti… e soprattutto vogliose di sessssso!

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5 BASTA PORNO!
Il porno è un utilissimo strumento per tante ragioni ma va usato con parsimonia; aiuta a esplorare le fantasie più nascoste e bizzarre ma non deve essere usato come bene primario per la tua masturbazione, quei 10 minuti di razione di droga quotidiana… In questo caso fa male, malissimo. Usalo ogni tanto. Per il resto vai di fantasia, pensa alle tue ex, immagina la tua vicina di casa o la tua prof mentre fa la birichina con te. Vedrai, il sesso sarà decisamente più bello poi.

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4 DIMENTICA LA TUA EX

Le minestre riscaldate non sono buone come quelle appena cucinate. Puoi fare un tentativo se ci tieni proprio. Ma se non va, se i problemi che vi hanno portato alla rottura persistono, è ora di aria nuova. Cambiare i propri difetti, le manie, non è una cosa facile. Glielo si può chiedere ma ci può volere del tempo, forse non succederà mai. E lo stesso vale per ciò che di te non piace a lei. Quindi non perdere altro tempo con la tua ex.

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Le 5 migliori pornostar di sempre

5 MOANA POZZI

Fare porno in America è una cosa, diventare la più famosa pornoattrice in Italia è ben altro, specialmente a cavallo tra gli anni ’80 e i ’90.
Dopo aver girato scene per lo più amatoriali nel 1986 fu lanciata nel “porno che conta” da quello che diventò poi il re del porno nel nostro Paese, Riccardo Schicchi
La morte prematura, a soli 33 anni, e le incurisioni in terreni ostili per la sua professione, come la televisione o la politica l’hanno resa una leggenda, un mito di cui tutt’ora si fa un gran parlare.

moana-pozzi
4 GIANNA MICHAELS

Nota per il suo seno naturale esplosivo (34DD, ovvero una quinta!) e per la sua insaziabile voglia di… soddisfare i propri partner! Vedere per credere.

Gianna-Michaels
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