Archivi categoria: Riflessioni

Al di là del Caos. Pensieri sotto l’effetto Crash

Avete mai fatto un incidente stradale?
A me capitò all’età di quindici anni, un pomeriggio sul far dell’estate,  mentre cavalcavo il mio motorino, spavalda e su di giri per i tre mesi caldi e avventurosi che mi aspettavano.  All’improvviso comparse una macchina, che si piazzò lì davanti a me dove non doveva stare; lo scontro è stato inevitabile, un impatto forte e violento, la forza di un battito di ciglia che ha distrutto il motorino e ha fatto volare me dalla parte opposta della strada. Il motorino ferraglia accartocciata, io illesa con una micro frattura al pollice del piede destro.

Di quello scontro mi è rimasta impressa la violenza percepita con tutti i sensi meno che con la vista: sentii dentro al mio corpo la perdita di controllo, scorse nelle mie vene la velocità esorbitante. In un frangente di pochi secondi smisi di essere un corpo che cammina sulla terraferma, padrone di  sé e di ciò che lo circonda. Furono attimi in cui le membra si sovrapposero smodatamente e dolorosamente, lanciate in aria come una meteora incandescente. Diventai altro, smisi di comprendere, proiettata come un missile al di là del tempo, dello spazio, del limite tra cielo e terra. Tornai a essere solo e puro Caos. E in più sopravvissuta.

Non ripenso spesso a quell’incidente, ma la visione di Crash di Cronenberg l’ha richiamato alla memoria, riportando a galla anche zolle prima sommerse. E’ così irreale l’orizzonte sessual-meccanico proposto da Cronenberg? Crash mostra e fa vivere, e ri-vivere, quel Caos. Protagonisti sono corpi che sono stati fatti a pezzi dalla forza caotica, sono stati mutilati, handicappati, depotenziati ma sono sopravvissuti, e finché c’è una sopravvivenza ogni depotenziamento equivale a un potenziamento. Ogni scontro e mutilazione sprigiona pura energia sessuale, fonte di vita cui continuare ad abbeverarsi.
Ancora oggi mentre corro sulla strada – in macchina, in motorino, in bici –  mi trovo a pensare: “E se adesso non frenassi? Se adesso mi sfracellassi contro il camion davanti a me?”. È come con le vertigini, sono pensieri che ti solleticano il cervello e il sesso.

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Instaporn: a che cosa serve il porno nel 2018 se abbiamo Instagram?

Gironzolando e saltellando svogliatamente da un profilo all’altro di Ig, ho scoperto un secondo volto, neanche troppo celato, del social network: innumerevoli profili di ragazze giovanissime, alcune dichiaratamente minorenni, incentrati esclusivamente sull’esposizione del corpo, o meglio di alcune parti del  corpo. Tre per essere precisi: tette culo e faccino, quest’ultimo sempre sorridente-innocente-ammiccante oppure serio-intenso-provocatorio.

Sono tutte ragazze rigorosamente molto belle, giovani, dalla pelle morbida e elastica che viene voglia di accarezzare anche dallo schermo, dalle fattezze perfette e proporzionate. Un seno prosperoso ma sodo, un culo tondo, pronunciato ma mai troppo grosso.

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Astrologie notturne

Strambo, ma solo oggi, in un istante, mi è stato di colpo chiaro del perché amo il sesso.
È l’unico luogo all’interno di una relazione in cui riesco a essere totalmente libera, in cui scompaiono le parole dette e quelle non dette, i toni, i gesti, gli sguardi sbagliati. Diventa l’espressione più totalizzante, più sincera e più pulita.
È lasciare parlare il corpo e la mente senza interfacce, senza filtri. E soprattutto senza paura.
Armonia, anche se è violento, scordinato, urlato.

Da giorni mi torturo con il bisogno di possesso in cui spesso, sempre, si frantuma il mio desiderio di relazione, di contatto. Mi dicono che è un prodotto della logica capitalista: il dominio, la proprietà privata, il possesso di cose, e poi di riflesso anche di persone. Come faccio a sfuggirci? Ditemelo voi, io non trovo soluzione in me.

Vorrei combattere, liberarmi da molti ostacoli. Il possesso, la paura e le difficoltà di comunicazione.
Vorrei che fosse facile relazionarsi come è facile fare sesso.

Buonanotte

Troie senza cervello

Concedetemi un inizio, aggressivo, in medias res. (Dal mio cervello spaccato in due non escono i convenevoli).

Spiegatemi perché il porno svaluta la donna. Perché così diviene un mero strumento in funzione dell’uomo, voi mi direte. Bene, ma il porno è nato per l’uomo e la donna ne è diventata fruitrice di massa in un secondo tempo. E ora i video per donne ci sono, eccome, anche solo porn hub, che annovera tra le sue fantasiose categorie anche quella “per la donna”. E mi sa che è proprio grazie a porn hub e la sua categoria che ho iniziato a guardare i porno.
Ma non è di questo che voglio parlare. Torniamo al nucleo: la donna (nel porno classico) è strumento del piacere dell’uomo. Ne consegue un’ideale di donna oggettivata, de-personalizzata, schiavizzata. E così sia.
Ma, ma l’uomo? Mi dite perché mai non è l’uomo ad indignarsi? Chi è, o meglio cos’è un uomo nel porno? Un cazzo, duro; un cazzo. Il più delle volte si vede a mala pena il volto, l’identità è totalmente scavalcata, messa da parte: è un cazzo decapitato. Sbaglio o non è forse questa la massima oggettivazione?
Quando guardo un porno vedo una donna bella, truccata, il centro di questi 20 minuti di fuoco; tutto è incentrato su di lei, sul suo sguardo, sulla sua faccia, sui suoi versi, sul suo sedere, sulla sua vagina. Lei è la star, l’uomo è il cazzo, duro e decapitato.
Non voglio ora entrare in merito degli stereotipi sbagliati che ci propina la pornografia (ne sono conscia, non mi piacciono e li combatto), ora il discorso è un altro.
Quello che ancora più mi chiedo, assunto il fatto che la donna possa essere sessualizzata e perciò strumentalizzata, io, donna, mi chiedo: qual è il problema? Continua a leggere Troie senza cervello

Social-porn

Stereotipi parlanti, ammiccanti, indefinibili a parole.
Mi raccomando, rari, ricercati e soprattutto popolari, ma non troppo.
Volgari, pacchiani, meglio ancora se kitsch ma mai di cattivo gusto.
Stereotipi che ti guardano dal quadratino della foto profilo alla tua sinistra e ti dicono sono diverso, sono qualcosa che non si sa bene cosa, ma io lo so fare, io lo sono.
Seguono: commenti ironici di amici degli amici, botta-risposta sempre semi-seri, mai troppo sfacciatamente scherzosi, mai troppo seriamente seri. Li capisci, segui il filo? Allora lo sai fare, lo sei anche tu.
Stereotipi parlanti ma indecifrabili. Concettuali, dicono. Pieno di concetti o pieno di niente? Ma il niente forse è il più grande concetto tra tutti.
Stereotipi, quindi, stra colmi di niente che ti fanno postare, ti fanno fotografare, ti fanno vestire, ti fanno parlare, ti fanno ascoltare e ti fanno stare al mondo.
Social-media: una grande elucubrazione di masturbazioni mentali del nostro ego pornografico.

6 BUONI MOTIVI PER CUI SEI ANCORA SINGLE (PER LUI)

6 LO STALKER
Sei il tipo che si impunta su un determinato tipo di ragazze e da lì non si muove. Vuoi assolutamente quella tipa la, ci provi da tempo (settimane, mesi.. anni) ma lei non ne vuole assolutamente sapere di te.
L A S C I A L A P E R D E R E che non ti merita! Vai in giro a cercarne un’altra, il mondo è strapieno di donzelle: belle, brave, simpatiche, intelligenti… e soprattutto vogliose di sessssso!

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5 BASTA PORNO!
Il porno è un utilissimo strumento per tante ragioni ma va usato con parsimonia; aiuta a esplorare le fantasie più nascoste e bizzarre ma non deve essere usato come bene primario per la tua masturbazione, quei 10 minuti di razione di droga quotidiana… In questo caso fa male, malissimo. Usalo ogni tanto. Per il resto vai di fantasia, pensa alle tue ex, immagina la tua vicina di casa o la tua prof mentre fa la birichina con te. Vedrai, il sesso sarà decisamente più bello poi.

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4 DIMENTICA LA TUA EX

Le minestre riscaldate non sono buone come quelle appena cucinate. Puoi fare un tentativo se ci tieni proprio. Ma se non va, se i problemi che vi hanno portato alla rottura persistono, è ora di aria nuova. Cambiare i propri difetti, le manie, non è una cosa facile. Glielo si può chiedere ma ci può volere del tempo, forse non succederà mai. E lo stesso vale per ciò che di te non piace a lei. Quindi non perdere altro tempo con la tua ex.

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Le 5 migliori pornostar di sempre

5 MOANA POZZI

Fare porno in America è una cosa, diventare la più famosa pornoattrice in Italia è ben altro, specialmente a cavallo tra gli anni ’80 e i ’90.
Dopo aver girato scene per lo più amatoriali nel 1986 fu lanciata nel “porno che conta” da quello che diventò poi il re del porno nel nostro Paese, Riccardo Schicchi
La morte prematura, a soli 33 anni, e le incurisioni in terreni ostili per la sua professione, come la televisione o la politica l’hanno resa una leggenda, un mito di cui tutt’ora si fa un gran parlare.

moana-pozzi
4 GIANNA MICHAELS

Nota per il suo seno naturale esplosivo (34DD, ovvero una quinta!) e per la sua insaziabile voglia di… soddisfare i propri partner! Vedere per credere.

Gianna-Michaels
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lesbians

Sono GAY, BISESSUALE e sono ETERO.

Da bambina mi hanno insegnato che o sei gay o sei etero. O ti piacciono quelli del tuo stesso sesso o quelli, cosa più normale, più accettabile, più socialmente idonea, di sesso opposto.

A dodici anni l’ho capito: sono etero! anche io sento dell’attrazione sessuale verso un maschio!

A vent’anni poi, nelle serate, le amiche si baciavano sbronze tra di loro. Io non lo facevo mica, preferivo “limonarmi” i ragazzi. Ma lo si faceva così, per farsi vedere, perché intanto piaceva ai maschi, e poi, intanto, sì, si aveva bevuto… In compenso in camera avevo un poster-collage di ritagli di donne mezze nude presi da vari giornali. Di uomini, neanche l’ombra.

Lentamente ho iniziato ad apprezzare il corpo delle donne, a livello estetico, formale. Le foto di nudo delle donne sono di gran lunga più belle di quelle degli uomini, sarà perché non c’è un pendolo tra le gambe che spacca l’armonia delle forme.
Mica mi chiedevo sono lesbica, no, no, mi piaceva fare sesso con i maschi e le donne guardarle, apprezzarle, appendermele in camera.

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banksy

Tradimento. L’ultimo dei tabù

Non si dà follia maggiore
Dell’amare un solo obbietto
Noja arreca e non diletto
Il piacere d’ogni dì

Il turco in Italia, Felice Romani

 

Il tradimento è un mostro ingombrante e troppo spesso viene basato sulla monogamia; ma forse sarebbe meglio ri-basarlo sui concetti di trasparenza e sincerità. Continuiamo ad anteporre la monogamia all’infedeltà, ma non alla bigamia o poligamia. Se non fossimo monogami, si continuerebbe a tradire?

Gli amici possono spartirsi tutto, gli amanti no; devono scendere a compromessi, a rinunce. Alla base di tale distinzione ci sta solo la nostra fragilità e insicurezza che, per lo più,  fa sì che abbiamo bisogno dell’unicità, dell’esclusiva (più o meno reale) per affrontare il presente, il futuro: la vita.

Parliamo così sovente del tradimento perché ci spaventa: se succede agli altri allora prima o poi succederà anche a noi!  Ma è solo questo, solo paura? Mi chiedo se forse non lo stiamo ingrandendo, gonfiando per un’opposta esigenza: il bisogno di uno spiraglio di incertezza, di rischio, di cambiamento nel nostro presente e futuro più immediato. Più ci giriamo intorno più gli conferiamo forza. Dovremmo tutti rilassarci, scrollare le spalle e demistificare.

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lucciola-della-ribalta

10 categorie porno davvero perverse

Giorni fa durante una serata in compagnia è nata un’accesa discussione sulle più bizzarre categorie del porno. Spinta dalla curiosità ho deciso di investigare sulle ricerche e sui generi più strampalati. Vi presento quindi una personale classifica di quelle che mi hanno divertita (ma in parte anche disgustata ahah) maggiormente, escludendo le più classiche.

10 SMOKING
Donne che fumano sigarette, alle volte con tanto di bocchino (l’oggetto in questo caso!) e al contempo stimolano il partner o fanno sesso. Niente di così sconvolgente, è buffo che sia una ricerca diffusa per masturbarsi.

porn smoking
9 PUBLIC
Vedere una coppia fare sesso nel mezzo di un bosco o in luoghi affollati (accanto ad autostrade, su tetti o in parcheggi) è ciò che si trovano davanti coloro che cercano “public” su un sito hard.

public fucking
8 MOTHER DAUGHTER (MADRE FIGLIA)
Si tratta solitamente di menage a trois (threesome per gli anglofoni) dove tra le due vi sono solitamente uno o più uomini. Chiaramente non si tratta di vere madri con figlie, eccetto un solo caso noto nel quale le due (Jessica e Monica Sexxxton, vedi foto) non si sfiorano mai, per chiari motivi legali. Agli amanti del genere piace proprio convincersi dell’autenticità dell’atto.

Jessica Monica Sexxxton

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